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Cielo del mese
I nostri consigli su cosa osservare nel periodo corrente


MARZO
a cura di Mauro Pistolin

Il Triangolo Invernale e le costellazioni del Toro e di Orione, che hanno caratterizzato il cielo invernale, calano all’orizzonte ovest mentre Castore e Polluce, a (alfa) e b (beta) Geminorum, rimangono ancora ben visibili.
Capella, a (alfa) Aurigae, verso le 22, splende alta a nord.
Regolo, a (alfa) Leonis, brilla a sud, mentre tra essa e i Gemelli si trova il debole asterismo del Cancro.

Gemelli e Leone sono le due costellazioni che dominano il cielo di questo mese.

Per quanto riguarda i Gemelli occorre ricordare che Castore, di magnitudine 1,6 e distante 45 anni luce, è un sistema multiplo formato da sei stelle originate dalla stessa nube di gas e legate gravitazionalmente tra loro.
Se osservata con un piccolo telescopio, usato ad alti ingrandimenti, si potrà notare come essa sia suddivisa in due stelle bianco-azzurre di magnitudine 1,9 (Castor A) e 2,9 (Castor B); il loro periodo orbitale è di circa 500 anni.
Con un’apertura maggiore è possibile osservare anche una terza componente (Castor C) di magnitudine 9.
Le tre stelle sono a loro volta doppie ma la loro separazione è resa possibile solamente dall’analisi spettroscopica della loro luce in quanto doppie molto strette.
Castore A, la più brillante, è composta da due stelle più luminose del Sole che ruotano su se stesse in nove giorni; Castore B, la seconda per luminosità, è formata anch’essa da due stelle più luminose del Sole che ruotano l’una attorno all’altra in tre giorni; Castore C è formata, invece, da due nane rosse più deboli del nostro Sole; esse compiono un giro completo su se stesse in meno di un giorno.

Passando al Leone occorre dire che questa è una costellazione ricca di galassie (M65, M66, M95, M96…) e stelle doppie molto interessanti: la stessa Regolo (mag. 1,4 e luminosità circa 150 volte il Sole) possiede una grossa compagna di ottava magnitudine e, nonostante la loro distanza sia circa 100 volte quella Sole-Plutone, esse sono gravitazionalmente legate tra loro.
Anche Algieba (g Leonis) è una doppia molto interessante. Ad occhio nudo brilla di mag. 2 ma se osservata al telescopio essa si suddivide in due bellissimi astri di colore giallo-oro; è una delle doppie più belle di tutto il cielo.
Le componenti sono due giganti arancioni di mag. 2,3 e 3,5 che ruotano attorno ad un comune baricentro in circa 600 anni.
Occorre fare un po’ di attenzione in quanto vicino ad Algieba si trova la stella di quinta magnitudine 40 Leonis che però non appartiene al sistema ma si trova solo per effetto prospettico nello stesso campo visivo.

Esattamente sotto il Cancro e il Leone, in una zona priva di astri notevoli, si snoda la sparpagliata sagoma dell’Idra con, ad est, le costellazioni del Corvo e della Coppa, poco conosciute ma comunque interessanti.
A nord l’Orsa Maggiore e i Cani da Caccia sono già abbastanza alte e quindi in posizione favorevole per l’osservazione. Ancora più a nord si trova la grande costellazione del Drago mentre tra l’Orsa Maggiore e i Gemelli si trovano i deboli astri della Lince.
Da est salgono Spica (a Virginis) e Arturo (a Bootis) ad annunciare l’imminente arrivo della primavera.

©Mauro Pistolin

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